Fare investimenti per pagare meno tasse conviene davvero? È una domanda che ci viene posta frequentemente dagli imprenditori, soprattutto quando ci si avvicina alla chiusura dell’esercizio e comincia a delinearsi il risultato economico dell’impresa.
Spesso la domanda viene formulata così: “Se devo pagare molte imposte, non mi conviene fare qualche investimento così recupero il costo e l’IVA?”
Il ragionamento può sembrare intuitivo, ma parte da un equivoco: sostenere un costo non significa recuperare quanto speso attraverso le imposte.
Un investimento dovrebbe essere effettuato innanzitutto perché è utile all’impresa. Solo successivamente ha senso valutare come e quando realizzarlo per sfruttare nel modo migliore deduzioni fiscali, detrazione dell’IVA ed eventuali agevolazioni disponibili.
Quanto si risparmia realmente sulle imposte?
Un costo fiscalmente deducibile non viene “restituito” dal Fisco.
La deduzione riduce il reddito imponibile, cioè la base sulla quale vengono calcolate le imposte. Il beneficio fiscale rappresenta quindi soltanto una parte della spesa sostenuta.
Facciamo un esempio molto semplice.
Una società sostiene un costo fiscalmente deducibile di 10.000 euro.
Anche ipotizzando, per semplicità, che il costo sia interamente deducibile nell’anno e considerando soltanto l’IRES del 24%, il risparmio d’imposta teorico sarebbe:
10.000 euro × 24% = 2.400 euro
L’impresa avrebbe quindi:
- sostenuto 10.000 euro di spesa;
- ottenuto un risparmio IRES teorico di 2.400 euro;
- sostenuto comunque, sotto questo profilo semplificato, un costo netto di 7.600 euro.
Per questo motivo, spendere 10.000 euro soltanto per risparmiare 2.400 euro di imposte non è, di per sé, un buon investimento.
Naturalmente il calcolo effettivo dipende dalla forma giuridica dell’impresa, dal regime fiscale applicabile, dal reddito prodotto e dalle caratteristiche specifiche del costo sostenuto.
Per i beni strumentali il beneficio del primo anno può essere molto più basso
Quando si acquista un bene strumentale, il costo normalmente non viene dedotto integralmente nell’anno dell’acquisto.
Per i beni materiali strumentali di costo superiore a 516,46 euro, il costo viene infatti generalmente ripartito negli anni attraverso il processo di ammortamento.
Ai fini fiscali:
- l’ammortamento decorre dall’esercizio in cui il bene entra in funzione;
- nel primo esercizio il coefficiente fiscale ordinario è normalmente ridotto alla metà.
Questo significa che, soprattutto per gli investimenti effettuati verso la fine dell’anno, il beneficio fiscale immediato può essere molto più contenuto di quanto si immagini.
Un esempio pratico
Supponiamo che una società acquisti un’attrezzatura del costo di 10.000 euro, con coefficiente fiscale di ammortamento del 20%.
A regime, la quota annuale sarebbe pari a:
10.000 × 20% = 2.000 euro
Nel primo esercizio, per effetto del dimezzamento fiscale del coefficiente, la quota massima sarebbe normalmente pari a:
10.000 × 10% = 1.000 euro
Considerando, sempre a titolo esemplificativo, soltanto l’IRES del 24%:
1.000 × 24% = 240 euro
Quindi, a fronte di un investimento di 10.000 euro, il beneficio IRES del primo esercizio sarebbe, in questo esempio, pari a soli 240 euro.
Però almeno recupero l’IVA?
Anche su questo punto è utile fare chiarezza.
Quando l’IVA sull’acquisto è interamente detraibile, l’impresa può portarla in detrazione dall’IVA dovuta secondo le ordinarie regole del tributo.
Ma l’IVA detraibile non rappresenta un guadagno aggiuntivo derivante dall’investimento.
In termini economici, per un soggetto che ha pieno diritto alla detrazione, l’IVA tende normalmente a essere neutrale.
Se un’impresa acquista un bene per 10.000 euro + IVA, non sta quindi “guadagnando l’IVA”: sta semplicemente recuperando, attraverso il normale meccanismo della detrazione, un’imposta anticipata al fornitore.
Naturalmente possono esistere situazioni in cui l’IVA è totalmente o parzialmente indetraibile. Anche per questo motivo la valutazione va effettuata caso per caso.
Ordinare o pagare entro dicembre può non essere sufficiente
Un altro errore frequente consiste nel ritenere che, per ottenere il beneficio fiscale nell’anno, sia sufficiente ordinare o pagare il bene entro il 31 dicembre.
In realtà, ai fini fiscali, bisogna distinguere almeno tre momenti:
- ordine o contratto;
- consegna del bene o effettuazione dell’investimento;
- entrata in funzione del bene.
Questi momenti possono produrre effetti fiscali differenti.
Un bene ordinato o pagato a dicembre, ma consegnato e messo in funzione nell’anno successivo, non produce necessariamente gli stessi effetti fiscali di un bene già consegnato e operativo entro la fine dell’esercizio.
Per questo motivo, gli investimenti da effettuare a ridosso della fine dell’anno dovrebbero essere pianificati con attenzione, valutando non soltanto la data dell’ordine o del pagamento, ma anche tempi di consegna, entrata in funzione e documentazione necessaria.
Questo passaggio è coerente anche con l’articolo allegato, che distingue espressamente tra sottoscrizione dell’ordine, consegna/perfezionamento dell’investimento ed entrata in funzione del bene.
Investimenti per pagare meno tasse: quando può avere senso?
Quanto detto finora non significa naturalmente che sia sempre sbagliato anticipare un investimento.
Il ragionamento cambia quando il bene serve realmente all’impresa ed era già previsto o programmato.
Può trattarsi, ad esempio, di:
- un macchinario necessario ad aumentare la capacità produttiva;
- un’attrezzatura che consente di ridurre i costi;
- un impianto necessario a migliorare l’efficienza;
- hardware, software o tecnologie per la digitalizzazione;
- interventi di ampliamento o ammodernamento dell’attività.
In questi casi la domanda corretta non è più “devo comprare qualcosa per pagare meno tasse?”, ma:
“Se questo investimento devo comunque farlo, quando conviene realizzarlo?”
Ed è qui che la pianificazione fiscale può diventare realmente utile.
Il vero tema: le agevolazioni sugli investimenti
Esiste una grande differenza tra:
1. acquistare un bene soltanto per generare un costo deducibile;
e
2. realizzare un investimento necessario sfruttando anche un’agevolazione fiscale o contributiva.
Nel secondo caso la convenienza può cambiare sensibilmente.
Crediti d’imposta, contributi, maggiorazioni fiscali o altri incentivi possono ridurre in misura significativa il costo effettivo dell’investimento.
Inoltre, alcune misure agevolative sono legate a precise finestre temporali. In questi casi, anticipare o posticipare l’investimento può incidere non soltanto sul momento della deduzione, ma anche sulla possibilità stessa di accedere all’agevolazione.
Tra le misure attualmente operative rientra anche il Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento, dedicato agli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e agli interventi collegati alla transizione digitale ed energetica.
Per le PMI, tra gli strumenti da valutare vi è inoltre la Nuova Sabatini, che sostiene l’acquisto o il leasing di macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali.
Un altro esempio è rappresentato dal credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno, dedicato agli investimenti effettuati dalle imprese nelle regioni del Mezzogiorno.
Per questo motivo, soprattutto per investimenti rilevanti, è opportuno effettuare una verifica prima di firmare l’ordine o effettuare il pagamento.
Non dimentichiamo la liquidità
Non dimentichiamo la liquidità
Il risparmio fiscale non è l’unico elemento da considerare.
Anticipare un investimento significa infatti anticipare anche l’esborso finanziario.
Prima di decidere, è quindi opportuno chiedersi:
- l’impresa dispone della liquidità necessaria?
- dovrà ricorrere a un finanziamento?
- quanto costa quel finanziamento?
- quale ritorno economico produrrà l’investimento?
- in quanto tempo potrà ripagarsi?
- esistono agevolazioni che possono ridurne il costo effettivo?
Un beneficio fiscale di alcune centinaia o migliaia di euro può perdere gran parte della propria convenienza se, per ottenerlo, l’impresa deve sostenere costi finanziari elevati o sottrarre liquidità necessaria alla gestione corrente.
Per questo motivo, la scelta di anticipare un investimento dovrebbe sempre essere valutata congiuntamente sotto il profilo economico, fiscale e finanziario.
Qual è, quindi, la domanda giusta?
Qual è, quindi, la domanda giusta?
Quando si valutano investimenti per pagare meno tasse, è quindi importante non confondere il vantaggio fiscale con la convenienza economica dell’investimento.
Di fronte a un risultato economico positivo, la domanda non dovrebbe essere:
“Cosa posso comprare per pagare meno tasse?”
La domanda corretta è invece:
“Ci sono investimenti utili che la mia impresa dovrebbe comunque realizzare? E, in tal caso, qual è il momento e il modo fiscalmente più conveniente per farli?”
La differenza è sostanziale.
Nel primo caso, la fiscalità rischia di determinare una spesa che potrebbe non essere necessaria.
Nel secondo, invece, l’impresa individua un investimento economicamente utile e utilizza la pianificazione fiscale per ridurne il costo effettivo e massimizzarne i benefici.
Prima l’investimento, poi il vantaggio fiscale
La regola che consigliamo ai nostri clienti è semplice:
Un investimento dovrebbe essere effettuato innanzitutto perché serve all’impresa. Una volta verificata la sua utilità, è corretto studiare il modo migliore per realizzarlo, sfruttando tutte le opportunità fiscali e finanziarie disponibili.
Il risparmio fiscale è certamente un elemento importante.
Ma dovrebbe essere una conseguenza di un buon investimento, non il motivo principale per effettuare una spesa inutile.
Quando si valutano investimenti per pagare meno tasse, il punto di partenza deve quindi restare la reale utilità economica dell’investimento per l’impresa.
Stai programmando un investimento?
Prima di effettuare acquisti rilevanti può essere utile predisporre una simulazione preventiva che consideri:
investimento → ammortamento → risparmio fiscale → IVA → liquidità → finanziamento → agevolazioni disponibili
Genus Studio Associato Critone e Iacovino assiste le imprese nella valutazione preventiva degli investimenti e nell’individuazione degli strumenti fiscali e agevolativi applicabili.
Contattaci prima di effettuare l’investimento: una valutazione preventiva può aiutare a scegliere tempi, modalità e agevolazioni più efficienti.







